Il cuore della casa era una grande sala di 200 metri quadri, con un enorme caminetto. In un’ala aveva il suo studio anche Cal Schenkel, dalle cui mani nasceranno le copertine di moltissimi album delle Mothers. Il seminterrato ospitava una pista da bowling e abbastanza spazio perché la band potesse tenere le prove. Nelle stesse parole di Frank: “…era grezza e decrepita, sembrava davvero un’antica capanna di legno, con travi scolpite, irte di schegge”.
Dopo una visita al Log, John Mayall gli dedicherà uno dei pezzi del suo autobiografico Blues From Laurel Canyon: "2401", appunto.
(Arcana Edizioni)
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